Medieval Grand Tour

Foto: Il Bosco di Alice

Il Progetto Medieval Grand Tour (www.medievalgt.it) si ispira ai numerosi viaggi, effettuati da giovani letterati, pittori, politici, nobili, filantropi, etc., che, a partire dal XVI secolo, hanno intrapreso un viaggio alla riscoperta delle radici classiche dell’Italia. Allo stesso modo con il progetto MGT si vuole ripercorrere un viaggio simile nelle modalità e gli scopi ma molto diverso dal punto di vista dei protagonisti e del periodo di riferimento.

Con questo progetto abbiamo voluto retrodatare, in modalità anacronistica, il famoso fenomeno del Grand Tour di qualche secolo per riscoprire il mondo che si poteva presentare agli occhi di un viaggiatore intento a percorrere le strade, visitare cittadine, castelli, abbazie e tutto quello che ancora oggi possiamo apprezzare in un territorio circoscritto ma che è stato protagonista di numerosi eventi storici di rilevanza sia locale che internazionale.

Tra i protagonisti ricchi viaggiatori quali nobili, mercanti, alti prelati, che sul finire del Medioevo decidono di visitare l’Italia, o che si trovano a dover transitare per vari motivi nei territori tra Roma e Napoli.

Ci metteremo dunque nei panni, nel vero senso della parola, di questi viaggiatori per riscoprire gli antichi siti che ancora oggi si possono visitare, dando al contempo utili spunti ai viaggiatori moderni intenti a trascorrere qualche giornata in questa “terra di mezzo” tra le due capitali del centro-sud d’Italia.

Tutto è pronto, i cavalli sono freschi e riposati, i bagagli sono stati sistemati e ben legati sui muli, nella scarsella i denari per affrontare le spese di viaggio e nella cartella di cuoio tutti i carteggi ed i lascia passare da consegnare ai nobili e governanti per ottenere l’ospitalità e la protezione lungo il tragitto.

Si parte, il viaggio sarà lungo e non privo di pericoli ma avremo l’occasione di conoscere e visitare i resti delle potenti roccaforti dei Sanniti, degli Osci, dei Volsci, ma anche i luoghi che hanno dato i natali a Caio Mario e Cicerone. Territori di confine tra l’Impero normanno-angioino e lo Stato della Chiesa, ma anche luoghi testimoni delle peregrinatio lungo la via francigena e gli antichi tratturi dell’entroterra dove eremiti e santi hanno fondato Ordini, monasteri, certose e cattedrali. Un luogo di mezzo tra il mare Tirreno e le montagne dell’Appennino ricco di sorgenti, laghi, campagne fertili e colli difesi da mura e castelli che sono stati i testimoni di una Storia tutta da riscoprire!

Castelletto di Alvito – 2019

Una brevissima sintesi di questo anno appena passato. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo alla realizzazione di tutte queste attività. È stato solo l’inizio perché Il 2020 è già iniziato e vi attendono tante novità. Continuate a seguirci numerosi!

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Castelletto di Alvito 2019

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Buon Anno!

L’invenzione dell’orologio nel Basso Medioevo, e soprattutto la sua applicazione sui campanili cittadini, permise di misurare la giornata in 24 ore anziché nelle consuete 12 solari. Non serviva dunque più sperare nella luce “post tenebras”, cosi come inciso sulla Meridiana della Certosa di Trisulti, ma da allora si poté cominciare a contare le ore anche di notte. La vita moderna cominciava ad essere scandita irrimediabilmente e tra circa 24 ore ci ritroveremo tutti a contare i minuti per salutare il nuovo Anno! Buon Anno a tutti!

Foto: I. Affinati

Difendere e Dominare la Valle di Comino – Il Castello di Alvito

“Difendere e Dominare la Valle di Comino – Il Castello di Alvito” è il titolo del convegno che si è svolto nel tardo pomeriggio dello scorso 14 dicembre presso il Teatro Comunale del Palazzo Ducale di Alvito. Il numeroso pubblico presente, composto da autorità e storici locali ma anche da una buona parte di giovani tra i 20 e i 30 anni, si è subito reso conto, dall’allestimento del palco e dalla presenza di relatori vestiti in abito storico, che stavano per assistere ad un evento molto particolare. La conferma è arrivata immediatamente quando sul palco si è presentato uno dei relatori, Matteo Evangelista Mazzenga, armato di cotta di maglia, spada ed araldica dell’antica famiglia d’Aquino e che ha introdotto il pubblico ad intraprendere un viaggio nella Storia di Alvito e della Valle di Comino. Partendo da recenti studi archeologici ed architettonici effettuati sulle antiche mura del Castello di Alvito e di quelli presenti nel Basso Lazio, Marianna Rondinelli ha illustrato l’evoluzione strutturale e difensiva che il maniero di Alvito ha subito nel corso dei secoli adattandosi all’evoluzione delle armi e delle tecniche di assedio. Tra le diverse fasi evolutive sono state illustrate le armature dei Cavalieri d’Aquino e Cantelmo ricostruite in base alle fonti storiche che hanno preso vita grazie all’interpretazione di Dionisio Paglia che ha letto direttamente i testi di storia locale utilizzati per la preparazione dell’evento. Con il passare dei secoli è stato possibile analizzare le evoluzioni adottate dal Castello di Alvito per la difesa dalle armi da fuoco perfezionate tra il XV e il XVI secolo e che hanno posto le basi alla guerra moderna. Ferdinando Marfella ha curato quest’ultima evoluzione illustrando le tecniche di costruzione delle armi da fuoco ed il loro utilizzo da parte dei numerosi sovrani che si sono succeduti nel corso dei secoli e che hanno dominato le terre della Valle di Comino.

Al termine dell’evento a tutti i partecipanti è stato offerto un assaggio di una torta rustica tratta da un ricettario del XV secolo, ricostruita dalla Pasticceria Macioce (www.pasticceriavm.it) direttamente dalla trascrizione del trattato di “Liber de arte coquinaria” redatto dal Maestro Martino.

L’evento, promosso dal “Castelletto di Alvito” (www.castellettodialvito.it), organizzato con il supporto del Comune di Alvito e patrocinato dell’Associazione Culturale Italia Medievale (www.italiamedievale.org) e della Corporazione Arcieri Storici Medievali (https//corporazione.blogspot.com), rappresenta un ottimo esempio di collaborazione tra associazioni nazionali, specializzate nella Ricerca e Ricostruzione storica, ed enti e studiosi locali che insieme sono riusciti a valorizzare la Storia di Alvito e della Valle ed al contempo ad avvicinare un pubblico molto giovane sensibilizzandolo sui temi di studio e di ricerca storica locale.

Foto: Ilaria Affinati

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